fbpx
Cosa serve per creare il tuo e-commerce quanto costa? Uno schema esemplificativo e una indicazione di prezzo.
Cosa serve per far partire un sito e-commerce e quanto bisogna investire

Cosa serve per far partire un sito e-commerce e quanto bisogna investire

Un sito e-commerce deve nascere con la consapevolezza che dovrà essere modificato e migliorato. Si può cominciare, in teoria, con poche centinaia di Euro fino ad arrivare a parecchie migliaia.

Tutto dipende dalle tue esigenze e dal tuo budget.

L’obiettivo dell’articolo è fornire degli elementi per capire qual è l’infrastruttura minima per poter vendere i tuoi prodotti.

Esistono due tipologie di negozio, verticale (mono prodotto o quasi) ed orizzontale.

Da questo dipende il software.

Le piattaforme sono di 3 tipi: open-source, closed-source, SaaS (Software as a Service), cioè con un abbonamento.

E-commerce tante attività fondamentali

La vendita on-line sembra semplice, ma esistono tante attività fondamentali.

Il cliente arriva sul sito, aggiunge un prodotto al carrello, grazie ad un software per fare e-commerce, e paga.

Serve un gateway di pagamento, ovvero un pezzo di software per poter comunicare con la tua banca, a cui paghi una commissione.

Dal software che userai per creare il tuo sito di commercio elettronico dipende l’hosting.

Esistono scelte fondamentali

La carta di credito eroga l’importo, l’ordine è completato, viene preso in carico e preparato per la spedizione, manualmente oppure attraverso il gestionale. Nel secondo caso sarà necessario un gestionale.

Bisogna prevedere anche una piattaforma per l’invio delle e-mail informative sui tempi di invio del prodotto.

Esistono alcune ulteriori avvertenze. E’ preferibile optare per piattaforme sviluppate in modo tale che sia possibile separare l’aspetto estetico dal contenuto.

Serve sperimentare per trovare la giusta soluzione

Per le aziende, che iniziano a fare commercio elettronico, è necessario sperimentare moltissimo per capire cosa funziona e servono soldi.

Potresti aver bisogno di un configuratore personalizzato per il tuo prodotto, un sito in più lingue, o potresti informare i clienti su quanto tempo impiegherà il loro acquisto per giungere a destinazione.

I costi accessori non sono legati strettamente al sito, ma concorrono a determinarne il prezzo finale.

Ad esempio, i sistemi di misurazione, il più usato è Google Analytics, ed un investimento in formazione. Infine occorre immaginare i costi di aggiornamento, perché il sito dovrà essere continuamente migliorato nel primo periodo.

La soluzione: trovare un partner

Non si può indicare un prezzo, tante sono le variabili, ma sicuramente non si può partire per un sito professionale da una cifra inferiore ai tremila euro all’anno.

Per limitare gli impatti in termini di liquidità, si può pensare ad un abbonamento modulare, che potrebbe crescere con il volume delle vendite.

L’obiettivo è trovare un partner per condividere lo start up, non un semplice fornitore.